La casa degli sguardi di Daniele Mencarelli recensione del romanzo
Titolo; La casa degli sguardi
Autore: Daniele Mencarelli
Pag: 224 pag
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 18 febbraio 2020
Trama.
Vincitore del Premio John Fante Opera Prima 2019.
Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell'alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.
"Si parli, semmai, di fragilità, di esseri nati con la pelle più sottile, un bassissimo numero di anticorpi a ogni bene e male del mondo, dal dolore alla tenerezza, malinconia e amore compresi. Persone che le inchiodi con poco, basta un fiore per bucargli la pelle."
Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, "una malattia invisibile all'altezza del cuore, o del cervello". Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l'umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia... la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta "precisa come un tuffo da olimpionico". Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In questa "casa" speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l'unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall'esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l'essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono.
La mia recensione
Anche con questa lettura Daniele Mencarelli mi ha tenuta incollata alle pagine di questo libro, tutto inizia... E finisce... Un personaggio alquanto insolito con i suoi problemi da affrontare, la sua dipendenza dall'alcool e non solo... Accumula anche del dolore esterno, ovvero famiglia di come parla dei suoi genitori, con i quali da qualche anno è entrato nel suo stato attuale di dipendenza, depressione ecc alle persone che incontra ogni giorno al lavoro, anche se non è a stretto contatto con questi pazienti dell'ospedale ma un semplice addetto alle pulizie, lui ne soffre per queste persone che non avranno un futuro... Poi che dire... Una storia reale e questi "sguardi" di queste persone le saranno impresse per sempre ... Riuscirà a uscirne con l'aiuto della sua famiglia e della sua passione, visto che in passato era un poeta? Un libro a mio parere molto umano e realistico, quanto dolore può causare tutto ciò alla propria famiglia... Il mio giudizio 10/10 nonostante sia stato molto toccante
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